Incanto e racconto nel labirinto delle figure

MARNIE CAMPAGNARO – MARCO DALLARI
Incanto e racconto nel labirinto delle figure. Albi illustrati e relazione educativa
Erickson, Trento 2013, pp. 272, € 18,50

A CHI SI RIVOLGE

Con questa lettura, insegnanti e educatori (in particolare della prima infanzia e della scuola primaria) potranno approfondire il valore del raccontare come pratica di cura e cogliere le potenzialità narrative delle immagini per coltivare e far crescere la relazione educativa e gli apprendimenti.

MOTIVI DI INTERESSE

Ancora una volta Marco Dallari – questa volta in compagnia di Marnie Campagnaro esperta di letteratura per l’infanzia – approfondisce il legame tra parola e immagine e il loro mutuo supporto nel dare forma alla narrazione.

Un luogo comune suggerisce che, rispetto alla parola, l’immagine sia meglio esplicativa e maggiormente intuitiva. La velocità di “sguardo” e di “lettura” a cui la civiltà dell’immagine e l’uso dei mezzi tecnologici ci hanno abituati porta in verità i nostri bambini a un’osservazione sempre più superficiale e distratta delle figure, che vengono fagocitate in grande quantità in una sorta di disorientante «bulimia iconica» (p. 7). Per questo, gli autori rinforzano la necessità di portare attenzione all’uso e alla qualità delle immagini che si legano alle parole.

Attraverso l’idea di entropatia (o più comunemente di empatia) che permette la condivisione dei contenuti mediante lo scambio emozionale e la negoziazione dei significati, gli autori portano in emersione l’intensità della pratica narrativa, in particolare laddove l’illustrazione si pone in ruolo complementare e amplificatore (o meglio, complessificatore, secondo un’intuizione ripetuta altrove da Dallari) della parola.

L’incontro, anche grazie all’immagine, con mondi già esperiti e l’apertura a realtà immaginifiche che questa permette, è ciò che l’affiancamento dei due medium dovrebbe provocare. Gli autori guidano anche a individuare i criteri di scelta perché ciò possa verificarsi.

Completano il volume un paio di nutriti contributi di studiosi spagnoli. Alberto Ruiz Manuel Campos e Beatriz Hoster Cabo propongono una approfondita disamina dell’albo illustrato fornendo analisi e esempi dettagliati. Un interessante paragrafo propone la messa a fuoco delle figure retoriche illustrate e il loro contributo alla «formazione retorica» del lettore (p. 167).

María José Lobato Suero, invece, ricerca i rimandi trasversali presenti negli albi illustrati individuando le presenze intertestuali e intericoniche (relazioni più manifeste o celate quali citazioni, allusioni, rinvii, sottintesi ecc.) e il loro valore sul piano del «piacere ludico e culturale» (p. 184). Chiude il contributo una breve sezione di proposte operative.

Alessandra Anceschi