Piedi per terra e testa fra le nuvole

RUTH SCHMID
Piedi per terra e testa fra le nuvole. Piccola guida per un apprendimento consapevole
Edup, Roma, 2019, pp. 101, € 16,00

A CHI SI RIVOLGE

Questo libretto, di agile lettura, può essere utile a insegnanti, educatori, genitori, studenti/studentesse.

MOTIVI DI INTERESSE

Nella scuola sono sempre più numerosi bambini e ragazzi con difficoltà di apprendimento. Ruth Schmid lavora con loro da molti anni integrando e sviluppando le sue competenze di psicomotricista e di esperta di Brain Gym, una tecnica di supporto all’apprendimento che con semplici movimenti mirati favorisce il collegamento fra i due emisferi cerebrali e riequilibra il flusso di energia della mente eliminando blocchi e stress. Questo libro offre una sintesi del suo lavoro, espressa attraverso un linguaggio semplice e molti esempi concreti.

All’inizio l’autrice ribadisce l’importanza del movimento per la creazione di connessioni cerebrali e descrive due categorie di bambini: i “piedi per terra” e i “testa fra le nuvole”, che presentano rispettivamente una dominanza dell’emisfero sinistro e dell’emisfero destro. Sono questi ultimi a “soffrire” di più all’interno della scuola, perché i compiti che più frequentemente essa richiede sono di tipo logico-analitico, e quindi poco congeniali per chi, come loro, è intuitivo, creativo, attratto da un insieme di fenomeni/percezioni, amante delle metafore. Spesso i soggetti con Dsa appartengono a questa seconda categoria.

Il testo propone di rendere i bambini consapevoli del proprio coinvolgimento nei processi di apprendimento attraverso la strategia della “ruota magica”. Si tratta di uno schema grafico al centro del quale il bambino scrive ciò che si propone di imparare e intorno, come i raggi di una ruota, disegna attraverso simboli grafici le parti del sistema corpo-mente che si devono attivare. Nel testo sono proposte diverse “ruote magiche” costruite insieme ai bambini, con i relativi “raggi”: ad esempio intorno all’obiettivo “scrivo in modo fluido” troviamo la mano che scrive, gli occhi che devono scorrere e coordinarsi con la mano, la respirazione, il controllo della postura sulla sedia. Successivamente vengono suggeriti alcuni giochi ed esercizi motori che migliorano la coordinazione oculo-manuale, la mobilità oculare, la consapevolezza spaziale, l’integrazione fra i due emisferi. Nella parte finale si afferma brevemente l’importanza del collegamento fra musica e movimento per canalizzare il potenziale mente-corpo, creare una relazione movimento-spazio, strutturare il movimento, favorire espressione, controllo e coordinazione. Il testo è profondamente radicato nel lavoro concreto con i bambini, e questo è certamente un valore aggiunto ma, al di là dei sintetici riferimenti alle teorie, sarebbe utile un approfondimento delle relazioni fra scelte operative e paradigmi teorici e metodologici, che fornirebbe una cornice più organica al lavoro stesso dell’autrice, nonché suggerimenti più articolati per il lettore.

Anna Maria Freschi