La musica del corpo

SUSANNE MARTINET
La musica del corpo. Manuale di espressione corporea
Erickson, Trento, 1992, pp. 350, € 22,90

A CHI SI RIVOLGE

Essendo l’espressione corporea un terreno di confine fra molti campi disciplinari e artistici, il libro ha un’ampia platea di possibili lettori: danzatori, attori, strumentisti e cantanti, insegnanti di scienze motorie e di musica, educatori e studenti interessati al tema della corporeità.

MOTIVI DI INTERESSE

Come recita il sottotitolo, si tratta di un vero e proprio manuale, ricchissimo di suggerimenti operativi, che il lettore può leggere in modo sequenziale, ma anche consultare a più riprese, esplorando liberamente le diverse sezioni per trarne spunti creativi e didattici. Nella prima parte l’autrice espone le linee di forza della propria pedagogia, che affonda le radici nel pensiero di Jaques-Dalcroze (il rapporto spazio-tempo-energia è il fil rouge che attraversa tutto il libro) ma lo rielabora partendo da una prospettiva speculare: «Jaques-Dalcroze ha voluto rendere corporea la musica, mentre io desidero rendere musicale il corpo» (p. 141). Scopo del suo lavoro non è lo sviluppo di una tecnica, bensì la formazione di un essere umano più consapevole di sé e più capace di esprimersi. Ciò non significa che il lavoro tecnico non sia necessario e importante: la seconda parte del libro lo affronta in maniera articolata, ma in generale in tutto il testo il confine fra tecnica ed espressione è molto tenue. In ogni tema che l’autrice propone si avverte una fortissima tensione verso la ricerca di sottili sfumature, attraverso le quali si può costruire una padronanza del corpo, intesa come capacità di concatenare o dissociare consapevolmente energie diverse. Tutti i temi, da quelli più tecnici (il lavoro delle singole parti del corpo) fino a quelli musicali (ritmo, velocità, intensità, fraseggio) e a quelli più squisitamente spaziali (spostamenti, posizioni, punto, linea, cerchio) vengono affrontati con un approccio globale e interdisciplinare. Si parte dalle simbologie correlate, dai vissuti quotidiani, da riferimenti ad altri ambiti culturali e artistici e successivamente li si esplora sul piano corporeo nelle numerosissime articolazioni e varianti, sempre attraverso esempi concreti di consegne sperimentate dall’autrice stessa. Nella penultima parte del volume l’autrice propone esercizi sulla relazione in gruppo e in coppia, che non si collocano in nessuno dei temi precedentemente affrontati, ma che attraversano costantemente la sua azione formativa: «Il mio lavoro è un alternarsi continuo di espressione individuale e collettiva, di sguardo interiore ed esteriore, di ricerca personale e di comunicazione […]» (p. 292). Il testo si conclude con  riflessioni e proposte sul lavoro con la maschera neutra, che ha il duplice scopo di permettere alle emozioni di manifestarsi senza che siano visibili all’esterno attraverso il volto e di rendere il movimento più essenziale, preciso ed espressivo.

Anna Maria Freschi