Composizione, analisi musicale e tecnologia nella scuola primaria

EMANUELE PAPPALARDO
Composizione, analisi musicale e tecnologia nella scuola primaria
ETS, Pisa 2019, pp. 176, € 25,00

A CHI SI RIVOLGE

Il volume offre spunti di conoscenza e di riflessione sia agli studenti di Didattica della musica nei conservatori e agli insegnanti di scuola primaria e secondaria, nonché ai docenti di “Nuove tecnologie” presso i licei musicali, ma è particolarmente consigliabile a tutti i compositori delle ultime generazioni, che vogliano riflettere sull’insegnamento della disciplina da un’angolazione più larga  e pedagogicamente motivata.

MOTIVI DI INTERESSE

A partire da un concetto esteso di “composizione” e di “analisi”, riferito al binomio creatività/riflessione in un contesto metaculturale opportunamente liberato da limitazioni e vincoli stilistici e linguistici, il libro presenta un’interessante ricerca azione condotta dall’autore, in team con due docenti di scuola primaria con competenze didattico musicali di alto profilo, un videomaker, un esperto elaboratore di dati, cui sono stati affidati tutti i report finali, e l’insegnante curricolare dei 15 bambini della scuola primaria, autentici protagonisti della ricerca. La supervisione del progetto è stata affidata a François Delalande, che ha agito da osservatore, limitando il proprio campo d’azione alla lettura dei resoconti e all’ascolto/visione della densa documentazione audio-video.

Oggetto della ricerca, strutturata e realizzata grazie a una preziosa e rara sinergia tra un Conservatorio (quello di Latina, dove Pappalardo ricopre la docenza di Elementi di composizione per didattica) e l’Istituto Comprensivo “G. Giuliano” della stessa città, è la produzione consapevole di composizioni musicali da parte di bambini di nove-dieci anni, attraverso semplici operazioni di assemblaggio e trasformazione di campioni audio apprese e applicate all’interno di nove incontri laboratoriali di un’ora e mezza ciascuno. I risultati raggiunti in un periodo di tempo così limitato testimoniano  come la composizione assistita sia in grado di convertire il mezzo informatico, da strumento di ricezione passiva e d’impiego quasi irriflesso, in luogo dell’invenzione, dove vengono sollecitati diversi aspetti dell’approccio infantile, da quello sensorio-manipolativo (la ricerca dell’object sonore) a quello costruttivo-riflessivo (composizione e analisi). In tal senso colpiscono in modo particolare le analisi dialogiche dei lavori svolti, sia tra bambini che tra bambini e insegnanti, che definiscono un ambiente didattico aperto e incline all’ascolto, altro argomento cruciale nella didattica musicale, che viene qui considerato nel suo aspetto più generale e pedagogico.

Oltre le prime 20 pagine introduttive, il testo si compone di quattro parti, destinate rispettivamente agli antecedenti di questa ricerca e ai suoi riferimenti teorico-pedagogici, invero assai densi, circostanziati e degni di riflessione, che vanno al di là della contingenza specifica (pp. 23-60), alla descrizione dettagliata dell’iter seguito nella conduzione della ricerca, incontro per incontro, corredata da un ricchissimo apparato di documentazione audio-video delle composizioni dei bambini e delle “interviste analitiche” (pp. 61-130), per concludere con le ultime due parti (pp. 131-173), dove la parola è lasciata ai membri del team di ricerca. Particolarmente interessante la terza parte, dedicata all’analisi dell’elaborazione dei dati della ricerca al fine di definire «che tipo di competenza musicale si è prodotta nel laboratorio» (p. 132).

La presentazione del volume da parte dell’autore è raggiungibile al link https://www.youtube.com/watch?v=w6kOL_zvu7I.

Antonio Giacometti