Quaderno del pianista al ballo

BARBARA COCCONI
Quaderno del pianista al ballo. Appunti, materiali e idee per una metodologia dell’accompagnamento pianistico alla danza
Dantone, Casalmaiocco (LO) 2019, pp. 176, € 22,00

A CHI SI RIVOLGE

Il quaderno si rivolge espressamente ai pianisti accompagnatori dei Licei coreutici, delle Scuole di danza, delle Accademie e dei Teatri. Può altresì interessare tutti i pianisti e gli amanti (praticanti e non) della danza accademica, curiosi di scoprire le caratteristiche di questa professione nascosta.

MOTIVI DI INTERESSE

Dopo il volume di Giuseppe De Rosa del 2010 (Metodo per pianisti accompagnatori della danza, della Suvini Zerboni) anche il quaderno di Barbara Cocconi contribuisce a colmare un vuoto nella pubblicistica del settore.

Redatto proprio con le sembianze di un quaderno, il testo sedimenta l’esperienza pluridecennale dell’autrice. Nato con l’intento di offrire un supporto strutturato a chi si appresti a ricoprire il ruolo di Maestro collaboratore al Ballo, il quaderno offre guide a vario livello, suddivise in tre sezioni. La prima parte sintetizza in modo efficace e divulgativo gli elementi basilari della tecnica classico-accademica (posizioni dei piedi, delle braccia, Arabesques, passi e movimenti) illustrando il tipo di approccio richiesto al pianista in relazione ai diversi livelli e alle differenti tecniche. La seconda parte propone la declinazione di quelle che vengono chiamate le “abilità integrate” del pianista accompagnatore. Il cuore di questa sezione consiste nel mettere a fuoco il supporto musicale maggiormente idoneo alle necessità tecniche degli esercizi e dei passi di danza. Numerosi sono gli esempi musicali scelti e appositamente commentati. Concludono questa sezione una serie di orientamenti-guida su come strutturare un accompagnamento funzionale: si sintetizzano i passaggi da compiere e si suggeriscono strategie organizzative. L’ultima parte (a cura di Ilaria Bianchi) mira a mostrare, a titolo d’esempio, le diverse tipologie motorie in relazione ai rispettivi accompagnamenti musicali. Concludono il volume una serie di integrazioni in appendice, in particolare una breve guida alla composizione (anche in vista dell’improvvisazione), un glossario di analisi musicale (a cura di Andrea Saba) e alcuni orientamenti per la pratica improvvisativa. A proposito di quest’ultima integrazione non sarebbe stato suggerimento inopportuno quello di orientare il pianista a confrontare queste procedure propedeutiche all’improvvisazione con quelle codificate dalla Ritmica dalcroziana, pratiche ampiamente formalizzate e ben calibrate sulla relazione suono/movimento.

Il quaderno si muove, come del resto vuole la prospettiva accademica, offrendo della musica un’idea di asservimento alla danza. Attendiamo, con analogo rigore e sistematicità (evidenti pregi del quaderno), che si possano sedimentare nuove linee di sviluppo di questo stretto rapporto con uno sguardo all’oggi: lo studio delle relazioni tra musica e danza nell’esperienza contemporanea offre terreni per nuove e rinnovate consapevolezze.

Alessandra Anceschi