Creatività musicali

GIOLO FELE – MARCO RUSSO – FABIO CIFARIELLO CIARDI (a cura di)
Creatività musicali. Narrazioni, pratiche e mercato
Mimesis, Milano – Udine 2017, pp. 251, € 24,00

A CHI SI RIVOLGE

Affrontando con un taglio interdisciplinare il tema delle pratiche artistiche in rapporto al mercato e alle dinamiche socio-culturali, questo volume ha una platea di destinatari molto ampia e variegata: musicisti che si interrogano sul proprio rapporto con la creatività, studenti e docenti del conservatorio, insegnanti di discipline musicali, studiosi di sociologia.

MOTIVI DI INTERESSE

Quello della creatività è un tema che può apparire oggi poco attuale, o quanto meno già così ampiamente sviscerato da avere esaurito la sua forza attrattiva, insidiato dalla retorica e dal senso comune. Meno presente che in passato nella riflessione psico-pedagogica e didattica, nonché nelle Indicazioni nazionali per i vari gradi scolastici, riacquista in questo volume nuovo interesse e nuove motivazioni per indagarlo. Merito dello sguardo composito con cui viene affrontato (il testo contiene contributi di un compositore, tre musicologi di diversa estrazione, una pedagogista musicale, un filosofo e tre sociologi) e del suo ancoraggio a un progetto di ricerca che declina il tema in ambito musicale.

Durante l’Anno Accademico 2015/2016 un gruppo di studenti di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università di Trento ha condotto interviste a un campione di diplomati/laureati del Conservatorio di Trento e Riva del Garda, provenienti in parte dal jazz e dalla popular music e in parte da corsi orientati alla realizzazione di musiche originali. Scopo del progetto era quello di interrogarsi sui destini degli studenti che conseguono un titolo di studio in conservatorio e muovono i primi passi nel “mercato della musica”. I dati dell’indagine sono commentati nei contributi di Chiara Bassetti e Sara Zanatta, mentre Federica Fortunato offre una panoramica di iniziative e progetti organizzati dai conservatori sul tema della creatività nell’ultimo ventennio. Gli altri autori approfondiscono più in generale il tema della creatività musicale attraverso una prospettiva sistemica e sociale. I processi e i prodotti creativi sono analizzati non tanto come esito eccezionale di una singola mente, quanto come habitus collettivo, cioè un corpus di «pratiche quotidiane […] costituite sia da schemi mentali che da strutture corporee e sensomotorie, orientate a produrre senza pensarci azioni riconoscibili in un contesto condiviso». (Fele, p. 25) Particolarmente interessante risulta la declinazione di queste pratiche in relazione da un lato ai contesti tecnologici e dall’altro a quelli educativi. Nel primo caso si riflette sulle forme ubique e accessibili di creatività musicale rese possibili dai nuovi dispositivi tecnologici e sul ruolo dei mediatori sempre più “intelligenti” che ne favoriscono lo scambio e la fruizione nel “mercato della creatività” (Cifariello Ciardi). Nel secondo caso (Corbacchini) vengono sintetizzate le più recenti teorie sulla motivazione alla creatività e sui processi cognitivi ad essa sottesi, allo scopo di individuare concrete strategie per aprire le menti a tali processi e trasformare così l’eccezione del talento (così spesso ammantata di retorica) in una “buona abitudine”.

Anna Maria Freschi