Terre mobili [ovvero Il teatro dei musicisti]
Finalità didattiche
Terre mobili, composto da Mauro Montalbetti, è un lavoro di musica d’insieme che associa l’esecuzione strumentale alla creatività e alla teatralità.
Il realizzarsi, in essa, di una possibile “drammaturgia dei segni” come teatralizzazione della performance esecutiva (esperienza ampiamente sviluppata dalla musica del nostro secolo) permette di sperimentare e approfondire alcuni aspetti centrali della formazione strumentale e musicale dei giovani allievi:
Il realizzarsi, in essa, di una possibile “drammaturgia dei segni” come teatralizzazione della performance esecutiva (esperienza ampiamente sviluppata dalla musica del nostro secolo) permette di sperimentare e approfondire alcuni aspetti centrali della formazione strumentale e musicale dei giovani allievi:
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ricerca timbrica strumentale e vocale;
- improvvisazione “guidata”;
- costruzione formale come giustapposizione di eventi
musicali che sviluppino alcuni principi costruttivi elementari (ripetizione, contrasto, variazione, figura sfondo). Allo scopo di contestualizzare le scelte musicali e fornire motivazioni alla ricerca timbrica e formale, si è pensato di utilizzare, come punto di partenza, alcuni frammenti poetici che permettano di arricchire la performance anche attraverso l’impiego della voce e del movimento.
La scelta della lingua inglese intende naturalmente enfatizzare gli aspetti sonori della parola, oltre a costituire una buona occasione di trasversalità didattica.
Floats land… …water… …air… …a silent world… …their still eyes… …and silent clouds… …a reflecting sky… …flying… …flower’s light… …over the sea… …playing… …tell me… …land
Traduzione: Terra fluttuante… …acqua… …aria… …un mondo silenzioso… …i loro occhi lacrimosi… …e nuvole silenti … …un cielo che riflette… …volando… …luce del fiore… …sul mare… …suonando… …dimmi… …o terra.
La scelta della lingua inglese intende naturalmente enfatizzare gli aspetti sonori della parola, oltre a costituire una buona occasione di trasversalità didattica.
Floats land… …water… …air… …a silent world… …their still eyes… …and silent clouds… …a reflecting sky… …flying… …flower’s light… …over the sea… …playing… …tell me… …land
Traduzione: Terra fluttuante… …acqua… …aria… …un mondo silenzioso… …i loro occhi lacrimosi… …e nuvole silenti … …un cielo che riflette… …volando… …luce del fiore… …sul mare… …suonando… …dimmi… …o terra.
Istruzioni per l’esecuzione
Terre mobili viene qui proposto in una versione per tre musicisti (un flautista, un violinista e un pianista, ciascuno dei quali può anche suonare un set di percussioni).
Non si tratta di una partitura in senso tradizionale, ma di quattro parti separate, con ampia possibilità di inventare un percorso musicale, partendo dalle suggestioni sonore indotte dai frammenti poetici. Tale componibilità aleatoria del brano consente poi di assegnare le singole parti a strumenti diversi da quelli indicati o di estrapolarne frammenti per la costruzione di ulteriori parti, eventualmente più consone alle caratteristiche fisiche, tecniche e scritturali degli strumenti introdotti. In ogni caso, si consiglia di evitare lo snaturamento del peculiare tratto “cameristico” di questo teatro musicale minimo, che, considerato il testo da cui prende le mosse, dovrebbe vivere di sonorità controllate e incise col bulino, piuttosto che con lo scalpello. Se si desidera legittimamente coinvolgere il maggior numero possibile di allievi, meglio puntare al confronto fra tante versioni da 5-8 strumenti, rinunciando subito all’organico di un’orchestra chiassona, i cui numeri renderebbero vani (o addirittura impossibili) gli spostamenti nello spazio e gli interventi vocali. Ciò permetterà, tra l’altro, di stimolare una critica dialettica fra vari gruppi di studenti, promuovendo la riflessione analitica sugli aspetti costruttivi e semantici delle diverse produzioni.
Non si tratta di una partitura in senso tradizionale, ma di quattro parti separate, con ampia possibilità di inventare un percorso musicale, partendo dalle suggestioni sonore indotte dai frammenti poetici. Tale componibilità aleatoria del brano consente poi di assegnare le singole parti a strumenti diversi da quelli indicati o di estrapolarne frammenti per la costruzione di ulteriori parti, eventualmente più consone alle caratteristiche fisiche, tecniche e scritturali degli strumenti introdotti. In ogni caso, si consiglia di evitare lo snaturamento del peculiare tratto “cameristico” di questo teatro musicale minimo, che, considerato il testo da cui prende le mosse, dovrebbe vivere di sonorità controllate e incise col bulino, piuttosto che con lo scalpello. Se si desidera legittimamente coinvolgere il maggior numero possibile di allievi, meglio puntare al confronto fra tante versioni da 5-8 strumenti, rinunciando subito all’organico di un’orchestra chiassona, i cui numeri renderebbero vani (o addirittura impossibili) gli spostamenti nello spazio e gli interventi vocali. Ciò permetterà, tra l’altro, di stimolare una critica dialettica fra vari gruppi di studenti, promuovendo la riflessione analitica sugli aspetti costruttivi e semantici delle diverse produzioni.
Neppure la scelta del set di percussioni è determinata, potendo costituire oggetto di confronto tra gli allievi. Si raccomanda, inoltre, di utilizzare la pagina destinata alle percussioni anche per improvvisare con flauto e violino (impiegando sonorità percussive) o alla cordiera del pianoforte. Il contenuto delle parti singole consente anche la loro esecuzione simultanea (sovrapposizione verticale).
In relazione al titolo del testo poetico, la performance prevede una continua “mobilità” delle fonti sonore, che viene organizzata tramite la dislocazione spaziale dei leggii contenenti la parte del flauto, del violino e delle percussioni.
L’analisi delle possibilità offerte dall’ambiente in cui si realizza il lavoro suggerirà se dislocare più leggii con la stessa parte, così da invogliare i ragazzi a scegliere percorsi di volta in volta diversi.
Durante gli spostamenti per il passaggio da un leggio all’altro, gli strumentisti reciteranno ad libitum i frammenti poetici proposti, eventualmente rinforzandone il significato con estemporanee figure motorie e/o sequenze sonore improvvisate.
Scambi tra le parti di flauto e violino sono possibili (e auspicabili).
In relazione al titolo del testo poetico, la performance prevede una continua “mobilità” delle fonti sonore, che viene organizzata tramite la dislocazione spaziale dei leggii contenenti la parte del flauto, del violino e delle percussioni.
L’analisi delle possibilità offerte dall’ambiente in cui si realizza il lavoro suggerirà se dislocare più leggii con la stessa parte, così da invogliare i ragazzi a scegliere percorsi di volta in volta diversi.
Durante gli spostamenti per il passaggio da un leggio all’altro, gli strumentisti reciteranno ad libitum i frammenti poetici proposti, eventualmente rinforzandone il significato con estemporanee figure motorie e/o sequenze sonore improvvisate.
Scambi tra le parti di flauto e violino sono possibili (e auspicabili).
È necessaria la presenza di un insegnante, che assuma il ruolo di “regista”, per coordinare i tempi degli interventi, guidare gli allievi nella costruzione formale e semantica, rinforzare con suggerimenti mirati le scelte strumentali.
Una volta stabiliti i criteri di conduzione generale, il palcoscenico va però lasciato ai ragazzi, che devono sentirsi liberi di misurare il loro grado di autonomia creativa e di affiatamento esecutivo.
Nelle terre mobili non ci sono regole, ma solo intenzioni, di cui tutti devono essere partecipi.
Scarica MD143 Giacometti - partiture Terre mobili.pdf
Nelle terre mobili non ci sono regole, ma solo intenzioni, di cui tutti devono essere partecipi.
Scarica MD143 Giacometti - partiture Terre mobili.pdf
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