DSA e Alta Formazione musicale

Un sempre maggior numero di allievi con Disturbi Specifici di Apprendimento frequenta i Conservatori con l’aspirazione di svolgere in futuro una professione musicale: lo strumentista, il compositore, l’esperto in nuove tecnologie, l’insegnante di discipline musicali. Come garantire loro una piena inclusione – che costituisce peraltro un obbligo di legge – e al tempo stesso il conseguimento di competenze adeguate alle professioni che vorranno svolgere?

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In memoria di Giovanni Piana

Giovanni Piana, scomparso lo scorso febbraio, ci ha lasciato molte opere importanti nei campi della fenomenologia, dell’estetica e della filosofia della musica, che per sua scelta esplicita sono interamente disponibili online (www.filosofia.unimi.it/piana). La rivista Phenomenological Reviews gli dedicherà un numero speciale, curato da Emanuele Caminada e Michela Summa con il supporto di Roberta de Monticelli e Patrick Flack, che sarà pubblicato in rete con accesso libero nel 2020. Il numero non intende soltanto onorare la sua memoria, ma anche sottolineare la fecondità della sua eredità intellettuale e mettere a disposizione di un più vasto pubblico internazionale gli aspetti cruciali del suo lavoro.

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Body Music

Il Seminario che Keith Terry terrà a Roma dal 19 al 23 ottobre presso il Centro Didattico Musicale non è soltanto un’occasione per viaggiare nel mondo del ritmo con uno dei maggiori esperti di Body music. Offre anche l’opportunità di partecipare in modo condiviso e strutturato alla preparazione e alla realizzazione del Body Music MiniFest Italia, evento che si svolgerà dal 2 al 5 luglio 2020 con la Direzione artistica dello stesso Terry e il coordinamento scientifico di Valentina Iadeluca.

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Una rivista “di confine”

Capita spesso di trovare nei territori multidisciplinari gli spunti più interessanti da declinare nello specifico del proprio ambito di studio e di lavoro. La rivista Atque, diretta da Paolo Francesco Pieri, è certamente uno di questi territori, che si colloca in uno spazio intermedio fra la psicoterapia e la pratica filosofica. Come può giungere un tale campo di riflessione a sollecitare l’interesse di un insegnante di musica, di un musicista, di un musicologo? È sufficiente scorrere i titoli dei fascicoli che sono stati pubblicati a partire dal 1990 per immaginare possibili sconfinamenti: “Critica del vissuto”, “Il lavoro delle emozioni”, “Le figure della cura”, “La parola che immagina”.

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